INPS - Messaggio n. 1911 del 13/05/2021

 

Esonero contributivo parziale dal pagamento dei contributi Inps per autonomi e professionisti previsto dall'art. 1 commi 20-22, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.

(a cura di Michele Martino)

 

modello F24 inps

 

L’articolo 1, commi dal 20 al 22, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di bilancio per l'anno 2021), per supportare la variegata platea dei lavoratori autonomi e dei professionisti, che come noto ha subito forti penalizzazioni a causa della pandemia da Covid-19 e dalle chiusure dovute al lockdown, ha disposto per l’anno 2021 l’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni autonome speciali dell’INPS e alle casse previdenziali professionali autonome, che si trovino nella condizione di aver percepito, nel periodo d'imposta 2019, un reddito complessivo lordo imponibile ai fini IRPEF non superiore a 50.000 euro e abbiano subito, nell'anno 2020, un calo del fatturato o dei corrispettivi non inferiore al 33 per cento rispetto a quelli dell'anno precedente, vale a dire rispetto al 2019.

L’articolo 1, comma 21, della legge n. 178/2020, in particolare, demandava la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dell'esonero in oggetto all’adozione di uno o più decreti da parte del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze, il cui iter di pubblicazione è in corso di definizione.

Con il messaggio 1911 del 13-05-2021 l'Istituto di previdenza, dopo aver acquisito il nullaosta da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in attesa della pubblicazione del primo decreto interministeriale (di cui ne disponiamo copia col testo firmato dal ministro Orlando) e vista la scadenza ormai prossima del 17 maggio 2021 quale data ultima per il versamento della prima rata dei contributi (fissi, relativi 1° trimestre 2021) dovuti dai soggetti iscritti alle gestioni autonome artigiani e degli esercenti attività commerciali gestite dall’INPS, comunica il differimento al 20 agosto 2021 del termine di pagamento della rata suddetta.

Abbiamo ricevuto da più parti una richiesta di parere e chiarimenti in merito all'esonero dal versamento e al correlato accredito dei contributi sulla posizione individuale dei lavoratori. Dal contenuto normativo si desume che, trattandosi di esonero previsto per legge e finanziato da un fondo all'uopo istituito, per gli aventi diritto l'accredito della contribuzione trimestrale sarà operato dall'Inps senza alcuna limitazione.

 

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Ti potrebbe interessare il contenuto del Decreto Legge 22 marzo 2021 , n. 41 (c.d. Decreto Sostegni), con il quale, tra l'altro, per garantire l’assegnazione del beneficio a tutti i potenziali aventi diritto, sono state aumentate le risorse incrementando la dotazione del fondo dai 1000 milioni iniziali a 2,5 miliardi di euro (Art. 3 c.1 lett.a).

 

 

 

 


INPS - Circolare n. 105 del 18-09-2020

 

Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione previsto dall'articolo 3 del D.L. n. 104 del 14 agosto 2020, recante “Misure eurgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia” (pubblicato nella G.U. 203 del 14 agosto 2020).

 

L’articolo 3 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”, ha previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedano ulteriori trattamenti di cassa integrazione. Con la circolare n. 105 del 18 settembre 2020 l'Inps fornisce le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla predetta misura di esonero contributivo.

 

La circolare

 

 

 


coloni

INPS - Circolare n. 97 del 28-08-2020

 

Prestazioni economiche di malattia, di maternità/paternità e di tubercolosi per i compartecipanti familiari e i piccoli coloni. Retribuzioni di riferimento per l’anno 2020.

 

Con la circolare 97 del 28-08-2020 l'Inps comunica gli importi giornalieri sulla cui base dovranno essere determinate, per l’anno 2020, le prestazioni economiche di malattia, di maternità/paternità e di tubercolosi per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari. L'Inps ha aggiornato le tabelle per il calcolo delle prestazioni per l'anno 2020 in conseguenza del decreto 7 luglio 2020 del Direttore generale per le Politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Il testo integrale del decreto è stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed è consultabile all'indirizzo: www.lavoro.gov.it nella sezione «pubblicità legale».

TESTO: "Con la circolare n. 89 del 27 luglio 2020 sono state comunicate, ai fini dei versamenti dei contributi integrativi volontari per l’anno 2020, le retribuzioni medie giornaliere valide per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari, determinate con il decreto del 7 luglio 2020 del Direttore generale per le Politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali..."

 

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INPS - Messaggio n. 2103 del 21-05-2020

durc

  

La validità del DURC in seguito all'emanazione del Decreto-Legge n. 34 del 19 maggio 2020, c.d. Decreto Rilancio.

(di Michele Martino, Centro Studi Aniv)

 

Tra le disposizioni contenute nel D.L. 18 del 17 marzo 2020, emanate dal Governo in seguito all’emergenza Covid-19, una riguardava il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) e testualmente recitava “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020” (articolo 103, comma 2).

Con la Legge n. 27 del 24 aprile 2020, di conversione del citato decreto, è stato sostituito il testo del comma 2 prevedendo che “Tutti i certificati, attestati, permessi...(omissis)... in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”. Quindi la validità del DURC veniva estesa (con forse troppa generosità?) ben oltre la data del 31 luglio 2020.

Con il D.L. 34 del 19 maggio 2020, c.d. Decreto Rilancio, la validità dei DURC rilasciati nella “fase Covid” viene nuovamente modificata, disponendo che i DURC in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 15 aprile 2020 conservano validità sino al 15 giugno 2020.

L’Inps è intervenuto con il messaggio n. 2103 del 21 maggio 2020, precisando che la previsione suddetta comporta che, alle richieste di DURC inoltrate agli Enti dal 16 aprile 2020, si applicano gli ordinari criteri previsti dal D.M. 30 gennaio 2015 e dal D.M. 23 febbraio 2016.

Nel messaggio l’Istituto previdenziale precisa, inoltre, che gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensioni stabilite dalle disposizioni emanate per l’emergenza Covid-19 non possono essere valutati ai fini della verifica per il rilascio del DURC.

 

 Leggi il messaggio

 

 


CIG ordinaria per emergenza COVID-19

 

Coronavirus

Cassa Integrazione ordinaria per emergenza COVID-19: requisiti e modalità di accesso alla prestazione.

(di Michela Rodofili, Ispettore di Vigilanza Inps in Alessandria)

 

Il Decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia), con l’obiettivo di fronteggiare l’emergenza sociale ed economica innescata dalla diffusione del Corona Virus, ha introdotto una serie di misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese.

In particolare, si è disposto il potenziamento delle misure di integrazione salariale, introducendo la nuova causale “COVID-19 nazionale” per la cassa integrazione ordinaria, con una serie di deroghe rispetto a quanto previsto dalla normativa generale.
Il decreto ha disciplinato inoltre la corresponsione dell’assegno ordinario anche ai lavoratori delle aziende destinatarie del Fondo di Integrazione salariale e dei Fondi di solidarietà.

I destinatari delle nuove norme


CIG in deroga per emergenza COVID-19

 

Coronavirus 2

Cassa Integrazione in deroga per emergenza COVID-19: requisiti e modalità di accesso.

(di Michela Rodofili, Ispettore di Vigilanza Inps in Alessandria)

 

Il Decreto-Legge n. 18 del 17 marzo 2020 ha introdotto le prime misure volte a fronteggiare l’emergenza sociale ed economica causata dalla diffusione del Corona virus.
Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, è stata introdotta la possibilità di fruire di un trattamento di cassa in deroga per i datori di lavoro che non possono accedere alle misure di integrazione ordinaria, anche con la nuova causale “COVID-19.

Soggetti destinatari della cassa in deroga

I soggetti destinatari dell’intervento in deroga sono:

 

Quando la truce realtà supera la fantasia

 

Un incidente mortale sul lavoro che doveva sembrare una fatalità. Ancora una volta si è dovuto assistere ad un evento nefasto che si poteva evitare. La tragica fine di un operaio moldavo colpito alla testa da un cavo di acciaio.

(di Mario Saverio Di Martiis)

 

bosco carabinieri

Sabato 22 dicembre abbiamo appreso dalla stampa locale e nazionale dell’ennesimo infortunio mortale sul lavoro con appendice macabra costituita dal tentativo di occultare il grave evento mediante il trasferimento del cadavere dal luogo dell’evento ad un sito diverso. 

Un giovane moldavo di anni ventotto, residente ed inserito nella realtà del comune di Santa Giustina in provincia di Belluno, stava lavorando in nero per conto di un piccolo imprenditore nell’attiguo territorio del comune di Sagron del Mis in provincia di Trento. Insieme al datore di lavoro era impegnato nel taglio di un bosco ed a tal fine stavano predisponendo un cavo di acciaio per l’allestimento di una teleferica utile alla movimentazione dei tronchi. Il cavo di acciaio si è spezzato ed ha colpito il giovane lavoratore moldavo, uccidendolo probabilmente  all’istante. Mediante l’auto dello stesso infortunato il corpo è stato traferito ad una distanza di oltre cinquecento metri e parzialmente occultato. Dopo alcune ore lo stesso imprenditore ha avvertito le autorità riferendo di aver rinvenuto occasionalmente il corpo di uno sconosciuto.

I fatti sono avvenuti il diciannove novembre; le successive indagini dei Carabinieri del luogo hanno consentito la ricostruzione esatta degli eventi e la individuazione delle persone presenti. Non è certo la prima volta che si tenta di camuffare un infortunio mortale sul lavoro, permane un atroce dubbio: quanti casi restano occulti?

Un rapido raffronto statistico tra infortuni mortali denunciati e quelli oggetto di tentativo di occultamento rende più che plausibile la sgradevole circostanza che probabilmente non tutti i tentativi di occultamento siano svelati. Secondo i dati INAIL a tutto il 31 ottobre del 2018 in Veneto sono stati denunciati cento infortuni mortali, contro i settanta dello stesso periodo dell’anno precedente.

Consapevoli che si tratta di infortuni denunciati e quindi non ancora formalmente qualificati quali infortuni mortali sul lavoro, resta evidente l’inaccettabile ed incredibile aumento. È evidente che la legalità e dignità del lavoro subisce ulteriori oltraggiosi ed ingiusti attacchi ai quali è necessario rispondere con immediata determinazione civile ed amministrativa.

Come sempre l’ANIV esprime cordoglio ai famigliari della sfortunata vittima, auspica che gli Enti di patrocinio indirizzino i superstiti e che le associazioni datoriali sappiano individuare ed isolare tali improbabili imprenditori. Ribadiamo e riproponiamo il nostro contributo di motivazione, esperienza e studio perché chiunque lavori possa tornare a casa incolume e sereno, mediante una efficace, rapida e semplificata rete amministrativa finalizzata all’aumento del lavoro legale e del conseguente sviluppo civile ed economico individuale e collettivo.

 

 

 

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cu 2018INPS - Circolare n. 67 del 23 aprile 2018   

Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018.

L'INPS con la circolare n. 67 del 23/04/2018, in qualità di sostituto d’imposta quale ente erogatore di pensioni ed altre prestazioni non pensionistiche, illustra le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018 (CU) che annualmente è tenuto a rilasciare ai sensi dell’articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del D.P.R. n. 322/1998. Nella circolare l'INPS specifica quali sono le modalità a disposizione dell’utenza per l’acquisizione della Certificazione Unica 2018. Coloro che dispongono (avendolo richiesto) del PIN rilasciato dall'Istituto, potranno scaricare e stampare la Certificazione Unica 2018 direttamente attraverso il sito www.inps.it. Gli utenti potranno scaricare la CU anche utilizzando le credenziali SPID. Per chi fosse impossibilitato ad utilizzare il servizio online, l'Inps assicura l'apertura di (almeno) uno sportello dedicato al rilascio cartaceo della Certificazione Unica 2018, presso ogni struttura territoriale dell’Istituto. Presso ciascuna struttura, inoltre, è presente una postazione informatica self-service, a disposizione degli utenti, mediante la quale è possibile collegarsi e procedere direttamente alla stampa della CU. Attenzione, però, per poter utilizzare tale postazione gli utenti devono essere muniti del citato PIN Inps oppure della Tessera Sanitaria (TS) o ancora della Tessera Sanitaria - Carta nazionale dei servizi (TS-CNS). Coloro che abbiano attivato una casella PEC potranno richiedere la CU all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. allegando copia del documento di identità del richiedente (in corso di validità). In ogni caso è possibile rivolgersi agli intermediari abilitati (Patronati, Centri di assistenza fiscale, professionisti abilitati all’assistenza fiscale) oppure recarsi presso i Comuni o le altre pubbliche amministrazioni che abbiano sottoscritto un protocollo con l’Istituto per l’attivazione di un punto cliente di servizio. Per talune categorie di utenti (es. ultraottantenni titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, ciechi civili, ecc.) che abbiano ricevuto apposita comunicazione di inserimento nell’iniziativa, è previsto un servizio denominato “Sportello Mobile” per ottenere l’invio della certificazione al proprio domicilio. Ulteriori chiarimenti o dettagli si possono ricavare dalla lettura della circolare Inps consultabile e scaricabile in questa pagina.

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baby sitter


INPS - Messaggio 1428 del 30-03-2018


Contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia di cui all’articolo 4, comma 24, lett. b), della legge n. 92/2012.

Come noto, l’articolo 4, comma 24, lett. b), della legge 28 giugno 2012, n. 92, ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013- 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi. Il beneficio in argomento è stato prima prorogato per il 2016 e poi, per il biennio 2017–2018, dall’articolo 1, commi 356 e 357, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (c.d. legge di bilancio 2017) sia per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici iscritte alla Gestione separata (nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni), sia per le lavoratrici autonome (nel limite di spesa di 10 milioni di euro per ciascuno dei due anni), ferme restando le disposizioni attuative contenute nei D.M. 22 dicembre 2012, 28 ottobre 2014 e 1 settembre 2016. Col messaggio 1428 del 30-03-2018 l'Inps fornisce le istruzioni per la presentazione delle domande nell’anno 2018.

TESTO: "Contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia di cui all’articolo 4, comma 24, lett. b), della legge n. 92/2012. Istruzioni per la presentazione delle domande nell’anno 2018..."

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