La vigilanza Inail dopo Covid 19

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Venezia, 23 aprile 2020

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria saranno drammatiche e cambieranno l’intero assetto del sistema-Paese; anche le conseguenze economiche saranno molto pesanti e il lavoro del personale ispettivo sarà molto più difficile di quanto lo sia stato finora.

La vigilanza INAIL, però, deve continuare, anzi rafforzarsi, proprio perché la funzione di controllo e verifica è connaturata alla Pubblica Amministrazione, e il bisogno di equità sarà rafforzato dall’emergenza. L’ ispettore INAIL nel rimanere tale deve rafforzare il ruolo di “civil servant”: la via di uscita è, a nostro sentire, riportare la vigilanza ad una funzione “etica”, di vero servizio.

L’attività “core” degli ispettori Inail è sempre stata la verifica del rischio assicurato, ovvero la valutazione della coerenza fra l’attività svolta dalla azienda e la classificazione tariffaria. La corretta analisi dei cicli di lavorazione e l’attribuzione alle corrette voci di lavorazione ha un valore importante, soprattutto per l’azienda ispezionata ma anche sulle future modifiche tariffarie e quindi, di riflesso, sull’intera collettività, che ha, mai come in questo momento, bisogno di equità.

A gennaio 2019 sono entrate in vigore le nuove Tariffe dei premi che hanno abolito vecchie voci, accorpato voci esistenti e creato nuove voci di lavorazione.

L’attività di vigilanza volta alla verifica e normalizzazione di situazioni di disallineamento tra aziende che svolgono le stesse attività dovrà essere svolta indipendentemente dal solo indicatore della irregolarità e del recupero premiale.

La “business intelligence” INAIL è un fiore all’occhiello dell’Istituto e tale deve rimanere, ponendo le proprie capacità al servizio del Paese cambiato: tale attività può essere effettuata su estrazione di liste centrali per voci che presentano accorpamenti, soppressioni o per voci di nuova istituzione, al fine di fornire input per una attività ispettiva volta all’equità classificativa.

Un altro aspetto è la valorizzazione delle attività svolte dagli ispettori nell’ambito dell’erogazione delle prestazioni Inail, anche in considerazione dell’indennizzabilità degli infortuni da Covid-19.

Il ruolo dei funzionari di vigilanza al fine di favorire l’indennizzo dei lavoratori infortunati in caso di contagio da Covid 19 e non solo, è indispensabile per accelerare la corresponsione delle prestazioni e deve trovare ulteriore riconoscimento e valorizzazione.
Gli incarichi ispettivi svolti per le prestazioni sono in linea con la funzione sociale dell’Inail: oggi, la non valorizzazione degli stessi negli obiettivi dell’Istituto, è incompatibile con la ragione stessa dell’esistenza dell’assicurazione pubblica, ancora di più dopo l’emergenza.

Occorre, perciò, modificare gli obiettivi e, per conseguenza, cambiare il processo a monte dell’attività ispettiva per renderlo in linea con le esigenze reali del paese dopo l’emergenza, eliminando il riferimento alla percentuale di irregolarità e inserendo nel novero delle pratiche in obiettivo anche infortuni e m.p.

Bisogna mantenere e rafforzare una attività di business intelligence centrale e locale, volta anche all’estrazione di liste mirate all’esatta applicazione della tariffa e non solo al recupero premiale.
L’attività INAIL sarà sempre ispettiva e ovviamente non impedirà, nel corso delle verifiche espletate, l’accertamento di qualsivoglia irregolarità ma occorre che l’input della attività, dopo l’emergenza, non sia solo finalizzato al recupero ma piuttosto all’equità classificativa e al ristoro economico degli infortunati.
In questo modo la vigilanza ispettiva in materia assicurativa, mantenendo la propria natura, concorrerà alla ripresa del Paese.

 

Giancarlo Sponchia
Presidente ANIV