crisi mondiale

L'attività ispettiva post covid 19

 Lettera ai vertici INL, INPS e INAIL

 

 

Al Presiedente Inps - Prof. Pasquale Tridico

Al Presidente Inail - Dott. Franco Bettoni

Al Capo dell’Inl - Gen. Leonardo Alestra

Al Direttore Generale Inps – Dott.ssa Gabriella Di Michele

Al Direttore Generale Inail – Dott. Giuseppe Lucibello

 

 Illustrissimi,

l’emergenza sanitaria in atto ma ancor di più la conseguente crisi economica modificherà l’intero assetto del Paese. Le ripercussioni economiche per molte aziende e per molti lavoratori e famiglie saranno estremamente pesanti. In tale ottica ci si chiede quali prerogative dovrà avere l’attività ispettiva di Inail, Inps e Inl e quale approccio dovrà avere il personale ispettivo con gli abituali interlocutori non appena, ci si augura presto, ci sarà un ritorno alla normalità.
Il personale ispettivo, in queste ultime settimane, consapevole della drammaticità della situazione e del reale bisogno del Paese, ha offerto la propria disponibilità a collaborare con le amministrazioni svolgendo lavori e mansioni che non sono proprie del profilo ispettivo ma che possono essere di aiuto per riuscire a superare presto e dignitosamente questa emergenza. L’alto senso di responsabilità di tutto il corpo ispettivo ha portato a questa nobile decisione. Bisogna, però, pensare al futuro, al periodo post Covid 19. Bisogna pensarci tenendo presente alcuni dati oggettivi che ci dicono che il blocco delle attività significa per molte aziende una forte riduzione del fatturato; per molti lavoratori e per lo loro famiglie un drammatico impoverimento.

Ci sono, per contro, aziende che invece non hanno avuto contraccolpi negativi dal punto di vista economico dall’emergenza sanitaria e che anzi, in taluni casi, hanno avuto un forte incremento di produzione e fatturato.

In entrambi i casi sappiamo che esistono le aziende sane, quelle che operano nel rispetto delle norme e quelle che invece da situazioni emergenziali come quella sanitaria, o come lo è stato in passato per altri eventi tragici: terremoti, alluvioni, incendi boschivi, ne hanno approfittato per incrementare la loro azione illegale e fraudolenta per arricchimento personale a danno di altre aziende, quelle sane, e dei lavoratori, quelli veri.

La risposta alla domanda: quale sarà l’attività ispettiva in una Paese dilaniato da questa emergenza sanitaria ed economica? E’ presto data.

L’attività ispettiva dovrà concentrarsi ed essere mirata proprio verso quei soggetti che hanno approfittato in maniera illegale di questa grave situazione. Quei soggetti che, truffando, traggono profitti illeciti e rischiano di eliminare dal mercato del lavoro, definitivamente, le aziende e i lavoratori onesti.

Questa è sempre stata e dovrà esserlo in futuro con maggiore forza e intensità l’attività di tutti e tre i corpi ispettivi: un’attività che tenga conto principalmente di tutelare la legalità, di contrastare le truffe, il lavoro nero, di controllare (da oggi a maggior ragione) gli indici di rischio dei lavoratori impiegati ma, soprattutto, cercare di risollevare le sorti di coloro che, invece, sono quasi al punto di gettare la spugna.

Questa Associazione, come fa da sempre, nell’ottica di fornire a ciascuna amministrazione un proprio contributo, invierà nei prossimi giorni le proposte che sono emerse dall’impegno del proprio centro studi (composto da ispettori Inail, Inps e Inl) che ha cercato di modulare al meglio e per specifica competenza di ogni singola amministrazione l’attività ispettiva del secondo semestre dell’anno in corso.

Riteniamo, inoltre, che per il 2020, ma vale anche per gli anni a venire, non si debba più operare pensando ai rigidi numeri imposti dalle statistiche, agli obiettivi da realizzare. Questa emergenza sanitaria dovrebbe aver convinto tutti (noi lo sosteniamo da sempre) che per svolgere un servizio veramente utile al Paese ma, di più, alle aziende e ai lavoratori sani, alla società tutta, l’attività ispettiva deve essere mirata a garantire lavoro regolare, a garantire leale concorrenza nel mercato del lavoro, a salvaguardare i lavoratori spesso sfruttati e sottopagati, a garantire le entrate dei contributi e dei premi utili per reggere il sistema pensionistico nel nostro Paese.

Gli ispettori sono pronti a riprendere la propria attività appena sarà possibile ma devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare senza rischiare nulla dal punto di vista sanitario. Dovranno essere adeguatamente attrezzati, perciò, al pari di qualsiasi categoria di lavoratori che per svolgere la propria attività entra in diretto e ravvicinato contatto con altri soggetti, delle dotazioni di protezione individuale.

L’Aniv, con i suoi ispettori, mette in campo tutta la propria passione, la grande professionalità, il massimo impegno. Ci auguriamo che anche le nostre amministrazioni facciano altrettanto riponendo la fiducia nei propri corpi ispettivi che, di fatto, le rappresentano all’esterno.

Giancarlo Sponchia
Presidente ANIV