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LA STORIA INFINITA

giancarlo sponchia 03(scarica pdf)

È passato più di un lustro da quando si è iniziato a parlare di “razionalizzazione delle attività ispettive”. Dopo tutto questo tempo siamo ancora a discutere se e come deve funzionare l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sulla eliminazione del ruolo a esaurimento, su un orario di lavoro adeguato all’attività ispettiva etc.

Come sempre accade nel nostro Paese si cambia tutto per non cambiare nulla.

A seconda, poi, delle dichiarazioni pubbliche, audizioni o articoli sugli organi di stampa e televisivi e promesse rese da rappresentanti politici e di governo, da rappresentanti delle amministrazioni, dai sindacati e, perché no, anche dalle informazioni e dalle attività della nostra e altre Associazioni, gli ispettori dei tre corpi ispettivi in questo lungo periodo hanno vissuto fasi alterne di entusiasmo, speranze, attese, aspettative, delusioni , frustrazioni, disillusioni e, cosa ancora più grave, contrasto, scontro e conflitto, più volte sfociato, anche di recente, nelle più infamanti offese e basse insinuazioni.
Scontri e contrasti che avvengono, purtroppo sui social dove il lettore non è solo un appartenente al corpo ispettivo. Non ci facciamo una bella figura!!

I dati, come tutti sappiamo, si possono usare e manipolare a proprio piacimento per cui non voglio ripetere quanto è stato più volte da noi affermato. Vorrei soltanto fare una riflessione ad alta voce perché credo che continuando in questo modo non si arrivi lontano. Il muro contro muro non ha mai portato a nessun risultato. Il muro contro muro vede tutti sconfitti.

Allora diciamoci le cose come stanno, in maniera sincera e senza nasconderci.


Tutti sappiamo chi ha voluto l’INL e perché è stato creato l’INL. Alla favoletta che con l’INL si evitano le duplicazioni degli interventi non ci ha mai creduto nessuno, neanche lo stesso ideatore dell’INL (e, un paio di anni orsono, lo ha pure dichiarato in occasione di un convegno).

Che l’INL non funzioni perché non c’è la condivisione delle banche dati è un’altra favola. Tutte le banche dati sono a disposizione degli ispettori del lavoro tranne il verbale web, che non è una banca dati ma un applicativo, che va a modificare, direttamente, le posizioni contributive e assicurative dei lavoratori e delle aziende, con diretta conseguenza sulle prestazioni da erogare (assegni familiari, naspi, cassa integrazione, pensioni etc; solo un dipendente dell’Istituto può avere questa competenza e responsabilità).

Che ci sia stata ampia formazione come appena dichiarato da un senatore non risponde a verità.
Nessuno dei tre corpi ispettivi ha avuto adeguata formazione sulle altre materie (probabilmente sul concetto di formazione abbiamo parametri differenti).
E’ vero che è stato avviato un percorso formativo per alcuni ispettori INL sia sulla materia assicurativa sia su quella previdenziale ma non è stata completata e non è stato fatto analogo percorso per gli ispettori INPS e INAIL.
Dire che è stata fatta formazione, per esempio, sui poteri e compiti dell’Ufficiale di Polizia Giudiziaria, effettuata con una giornata in videoconferenza è offensivo anche nei confronti degli ispettori del lavoro stessi.

La nostra associazione può affermare con orgoglio che è l’unica che rappresenta tutti e tre i corpi ispettivi, e i numeri degli associati lo dimostrano, per cui la nostra battaglia non è contro qualcuno e a favore di qualcun altro, ma per far sì che tutti possano svolgere in maniera migliore questo importante e delicato ruolo sociale. Abbiamo molti nemici, è vero, ma i nostri nemici sono i nostalgici della procedimentalizzazione, i nostri nemici sono quelli che vogliono esercitare il potere di controllo totale nei confronti degli ispettori, i nostri nemici sono i burocrati. E’ per questo che lottiamo affinché gli ispettori INPS e INAIL non entrino in questo meccanismo e affinché gli ispettori del lavoro ne escano.
Uscire da questo meccanismo non vuol dire necessariamente uscire dall’INL.

L’ispettorato nazionale del lavoro va rafforzato per quanto riguarda la sua attività istituzionale (ispezioni in materia di lavoro e ispezioni tecniche), va rafforzato per quanto riguarda il coordinamento che si traduce nel dettare le linee guida di carattere generale sugli interventi ispettivi e dare direttive attraverso l’autentica e unica interpretazione della norme di volta in volta emanate. Non può, e questo lo sappiamo tutti, gestire l’attività ispettiva lavoristica, previdenziale e assicurativa.
E’ vero che in molti altri paesi dell’Unione Europea esiste un unico Ente che gestisce le diverse attività ispettive ma hanno una organizzazione del lavoro distante anni luce da quella dell’INL. Possiamo convenire tutti sul fatto che avere un’unica agenzia sarebbe meglio ma per realizzarla (e lo si può fare soltanto creando un soggetto terzo rispetto a INPS, INAIL e INL) sono necessarie risorse e credo che in questo momento, ma non solo, nessun governo possa mettere a disposizione ciò che servirebbe.

Per ultimo, proprio perché bisogno essere sinceri fino in fondo, chiariamo una volte per tutte il tema delle retribuzioni (anche su questo erano state raccontate altre favole agli ispettori del lavoro). In tutte e tre le amministrazioni abbiamo, e non è accettabile, funzionari ispettivi con diverso inquadramento economico e giuridico pur avendo stesse mansioni e responsabilità. Le retribuzioni tabellari tra le tre amministrazioni sono più o meno simili.
La reale è sostanziale differenza deriva dal salario accessorio.

Ricordo, però, che il salario accessorio non è in capo all’Ispettore INPS, INAIL o INL in quanto ispettore ma in qualità di dipendente dell’Amministrazione. Un eventuale trasferimento presso altra amministrazione farebbe perdere il titolo a godere del relativo salario accessorio. Non posso pensare, spero di non sbagliarmi, che faccia felice qualcuno l’eventuale “mal comune mezzo gaudio”; forse è preferibile che stiano tutti meglio anche sotto questo aspetto.

Ritengo, pertanto, che attraverso un dialogo e un confronto costruttivo tra tutti, e non scontro, si possa provare a rendere più dignitosa questa importante figura come accade, anche dal punto di vista economico, negli altri Paesi europei.

Gli unici che hanno veramente a cuore le sorti dell’attività ispettiva siamo tutti noi ispettori dell’INPS, dell’INAIL e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Facciamolo capire a tutte le organizzazioni sindacali, ai nostri politici, ai nostri amministratori, agli organi di stampa e televisione (senza tirarli per la giacchetta di qua e di là).
Chi vuole dialogare con l’Aniv e lottare per questi obiettivi troverà la porta sempre spalancata.

Approfitto, infine, delle imminenti festività per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più sentiti auguri di buon Natale, nella speranza che il nuovo anno ci porti maggiore serenità nell’affrontare le problematiche che ci riguardano.

 

Giancarlo Sponchia
Presidente ANIV